Domande Frequenti

Lembo DIEP

D. Perché non ho mai sentito parlare di ricostruzione con lembo DIEP prima d’ora?

R : All’estero, in Europa e Nord America, il DIEP è spesso la prima opzione proposta alle pazienti che devono affrontare un'operazione radicale al seno per cause oncologiche, mentre in Italia ha difficoltà a diffondersi perché la tecnica esige una precisa competenza chirurgica di alta specializzazione. L’intervento, nel nostro paese, è sovvenzionato ma non adeguatamente supportato dal servizio sanitario nazionale, pertanto non riescono a beneficiarne tutte le potenziali pazienti.

 

D: Quali sono le circostanze in cui la tecnica con il DIEP non può essere eseguita?

R: Se l’addome presenta precedenti cicatrici ed operazioni che hanno interferito sulla rete vascolare; se non si può o non si vuole sottoporsi ad un intervento operatorio di poco più di 4 ore. Se non si ha una pancia sufficiente, anche se in vero la tendenza attuale è quella di eseguire comunque un Diep piccolo e poi integrarlo con lipofilling.

 

D: Se mi sono sottoposta a una ricostruzione con espansori e protesi e il risultato non mi ha soddisfatto o sono intervenute delle complicazioni e contratture capsulari, posso ancora ricorrere al DIEP?

R: Si, se ci sono le condizioni di base si può eseguire  una ricostruzione con Lembo DIEP anche dopo una prima ricostruzione con protesi non riuscita o in cui si sono sviluppate contratture capsulari, cosa che accade.

 

D: La tecnica con il DIEP si può fare ad entrambi i seni?

R: Si. Il prof. Santanelli è stato il primo in Italia ad eseguire un intervento bilaterale nel 2005, ad oggi ne ha eseguiti molteplici quando la paziente ha scelto di intervenire preventivamente anche sul seno controlaterale sano.

 

D: Il DIEP si può ripetere?

R: No, il prelievo del tessuto addominale è possibile una sola volta.

 

D: Quanto dura l’operazione e quali sono i rischi operatori?

R: La durata dipende dall’esperienza dello staff chirurgico. Noi eseguiamo l’intervento in un tempo medio di 3 ore e 30 minuti, che comprende anche l’adeguamento controlaterale. In caso d’intervento bilaterale i tempi sono intorno alle 6 ore. Le anestesie così lunghe non sono affatto impegnative per il fisico, e comunque sono sotto stretto controllo dell’equipe medica e degli anestesisti, che nel nostro caso fanno parte integrante dello staff dell’Equipe IRMA 

 

D: Come sarà la mia pancia dopo l’operazione?

R: La pancia sarà distesa. Durante la convalescenza, dovrà portare una fascia elastica intorno alla pancia per un mese dall’operazione sia durante il giorno che la notte. Avvertirà una sensazione di tensione che si attenuerà settimana dopo settimana fino a tornare normale. La sensibilità della zona sovra-pubica sarà leggermente ridotta ma poi migliorerà. L’effetto “pancia piatta” rimarrà invariato.  

 

D: Come sarà la mia sensibilità sulla cute del seno?

R: Molto ridotta. Ma ciò non significa che non sentirà più l’intera parte. La sensibilità è migliore quando, su valutazione esclusiva del Chirurgo Generale, si può conservare la cute originale del seno con il capezzolo.

 

D: Dovrò ripetere l’operazione in futuro?

R: No. Poiché non ricorre alle protesi, la ricostruzione autologa non necessita di sostituzioni. Potrebbe accadere di dover intervenire lievemente per migliorare l’effetto di simmetria, ma si tratta di cose molto poco impegnative.  

 

D: Quali sono i rischi di complicanze e fallimenti di questo intervento?

R:Il maggior rischio per la riuscita del DIEP è a livello vascolare, ovvero se la rete ricongiunta di vasi sanguigni fallisce nell’ossigenare il tessuto o parte di esso. Si tratta di una esigua minoranza di casi, che varia nei centri mondiali dallo 0% al 10%. Nella casistica personale del prof. Santanelli si è verificato nello 0,4% dei casi. Delle altre complicanze possibili, quelle relativamente più frequenti sono le parziali necrosi del tessuto (che oggi nella casistica dell'Equipe IRMA rappresentano il 3%), su cui si interviene asportando la piccola porzione di cute e grasso che non ha superato il trapianto, senza conseguenze estetiche. Per questi motivi vascolari è importante non essere delle fumatrici.

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Redazione Barbara Fabiani